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CONCORSO LETTERARIO
 INTERNAZIONALE

“CHI HA CONOSCIUTO BOSCO NEDELCOVIC?”

È STATA CONCLUSA LA FASE DELLA PARTECIPAZIONE

SCELTI AUTORI DI QUATTRO CONTINENTI

ED È IN ELABORAZIONE IL LIBRO DA PUBBLICARE  IN ITALIANO E IN ESPERANTO

e cioè:

I racconti selezionati, con una procedura originale di interazione tra Samideano e i vari autori, vengono fusi in unico testo narrativo: romanzo.

È STATA COMPLETATA ORA LA PRIMA STESURA

Ha la dimensione di 470.000 battute, inglobando diciotto racconti di autori diversi, oltre l'incipit che si può leggere su questa stessa pagina, qui a fianco. Come si prevedeva, l'opera, nella sua definitiva stesura, avrà tra le 450.000 e le 500.000 battute.

Tale operazione ha richiesto parecchi mesi di lavoro.

Chiunque abbia esperienza di creazione letteraria, o sia soltanto cultore di narrativa, si rende conto di quanto complessa sia tale operazione, che interessa vari aspetti di natura artistica, stilistica, psicologica e sociologica. Essa è, al tempo stesso, una interazione tra intelligenze, con l'abdicazione parziale di sovranità individuale sulla propria opera, per condividere la paternità del risultato integrato. 

Questo ed altri aspetti sono stati dibattuti in una essenziale riunione romana di autori partecipanti al progetto. Ci si prefigge di sviluppare e approfondire la tematica in seduta aperta al pubblico, in occasione della presentazione del volume.

AVVIATA LA SECONDA STESURA IL 19 SETTENBRE 2011

Gli scrittori o letterati che volessero apprendere dettagli anche tecnici su questa esperienza, riceveranno gratuitamente il  testo integrale della relazione illustrativa di tutte le fasi, iscrivendosi all'apposita newsletter:

 NEWSLETTER

CHI HA CONOSCIUTO

Bosco Nedelcovic?

Molti anni fa, quando ancora il web non signoreggiava, mi giunse un ciclostilato curioso e interessante. Era firmato da un certo Bosco Nedelcovic. Esprimeva una filosofia della libertà individuale ampia, fuori dagli schemi, ma affascinante per una certa rispondenza a un anelito confuso, prepotente e frustrato che scalpitava nel mio animo giovane. Traspariva una comprensione psicologica non comune e proiettava il miraggio di una società utopica di profonda e reciproca comprensione fra gli esseri.

Certo non poteva tratteggiare ogni aspetto della società in poche pagine; e dunque qualche interrogativo lasciava. Perciò decisi di scrivergli, per formulare alcune domande e, mi ricordo, per enunciare quel che ognuno di noi avrebbe dovuto pagare di lacerazioni psicologiche all’uguale diritto degli altri di accedere a ciò che egli indicava, con mia grande partecipazione, come riconfigurazione sostanziale dello spazio soggettivo.

La risposta arrivò, abbastanza repentina. Non era proprio Bosco a scrivere, ma una giornalista che trovava le mie osservazioni di particolare sensibilità e pertanto voleva conoscermi. Non riuscii mai a capire se Nedelcovic fosse un personaggio inventato dalla stessa Sandrina Ognani, al fine di svolgere una ricerca sociologica, oppure, come disse lei, un autentico signore slavo, che aveva soggiornato per un breve periodo in Italia e che ella aveva avuto la gioia di conoscere e da cui aveva ricevuto i contatti, tra cui il mio, e gli incartamenti, prima che ripartisse.

Quale influenza abbia esercitato sulla primaverile mia mente e sul modo di sentire, la frequentazione di tale serenissima signora, è una storia lunga, delicata e complessa, anche se non posso affermare sia un’altra storia, come si usa dire quando si vuol tacere. È un intreccio che ancora dipano nel brusio non so di quanti e quali piani della psiche.

Mi domando, ora, se mai Bosco sia ritornato. Se ancora adepti, o illuminati che qui abbia lasciato, coltivino come me una nostalgia di quella società che egli credeva possibile e che, di là dell’unico esempio della giornalista, non ho mai, in nessun altro umano, visto comparire. E piuttosto constato come le libertà degli individui siano sempre più in contrasto e dunque di segno opposto a quelle da Bosco proiettate. Forse Bosco Nedelcovic era pseudonimo coniato, così oso credere, da colei che m’insegnò a slacciare interne tensioni e ch’è ormai per tutti perduta. Oppure egli era un profeta inascoltato, che poi si volse a vita ascetica. La scomparsa di entrambi mi lasciò alieno; e fu come la dichiarazione universale che, per noi, qui, non c’è speranza. Ed è, questo, luogo, come tutti sanno, di violenza e degrado. Pessimismo che lacera radici di vita e contro il quale eccomi ancora a combattere. Qualche volta, arrivando a dubitare dei passati accertamenti, torno a bussare alla porta di Sandrina. E trovo sempre incomprensibile che nessuno la ricordi, come inaccettabile che mi dia la stessa disperazione.

Vorrei poter dire: Bosco Nedelcovic non ci ha mai lasciati o, al peggio, è tornato.

Vorrei poter andare sulle tracce della sua identità e del suo insegnamento. Se qualcuno avesse conosciuto Bosco o Sandrina, o ne avesse udito parlare, non me lo taccia ancora. E chi dovesse custodire anche una sola frase a loro attribuita, graziosamente me ne renda partecipe.

 Samideano samideano@hotmail.it